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La corona arriva alta? Il problema potrebbe essere il morso, non il CAD

Se le corone vanno spesso ritoccate in occlusione, l'errore può essere nel morso digitale. Cause, controlli in poltrona e cosa deve verificare il laboratorio.

La corona entra, chiude bene sul margine. Poi il paziente stringe e dice: “tocca prima questo”. Carta d’articolazione, fresa, lucidatura, di nuovo carta. Minuti che nessuno aveva messo in agenda.

Il riflesso è pensare che il laboratorio abbia sbagliato l’occlusione. A volte è così. Ma c’è una causa che viene considerata raramente: la corona è stata progettata contro una relazione tra le arcate che non corrisponde a quella reale del paziente. Il laboratorio non vede la bocca. Vede il morso digitale che riceve. Se quel morso è sbagliato, la corona può essere perfetta a monitor e sbagliata in bocca.

In questo articolo vediamo come nasce il morso digitale, i due errori opposti che produce, cinque controlli da fare in poltrona prima di inviare il caso e cosa deve fare il laboratorio quando il morso non convince.

Cosa succede davvero quando registri il morso

Con lo scanner intraorale le due arcate vengono acquisite separatamente. Poi si esegue la scansione vestibolare con il paziente in massima intercuspidazione. A quel punto il software allinea le due arcate sulla scansione vestibolare, di norma con un algoritmo di sovrapposizione “best fit”.

Il risultato è quello che in letteratura si chiama registrazione occlusale virtuale: una ricostruzione calcolata, non una misura diretta dei contatti. Gli studi clinici la considerano nel complesso affidabile per identificare i contatti. Ma riportano anche un fenomeno che chi progetta conosce bene: la compenetrazione tra i modelli.

Il punto è semplice: tutto ciò che si progetta in CAD sulle superfici occlusali dipende da questo allineamento. Un errore di poche decine di micron nella relazione tra le arcate diventa un errore sulla corona.

Due errori opposti, dallo stesso file

Arcate che si compenetrano: la corona rischia di uscire bassa

Quando il software allinea le arcate, i due modelli possono intersecarsi nelle zone di contatto: la mesh dell’arcata superiore “entra” in quella inferiore. Una revisione pubblicata sul Journal of Prosthodontics nel 2023 indica tra le possibili cause le imprecisioni delle scansioni d’arcata, gli errori di sovrapposizione e un morso troppo serrato durante la scansione vestibolare.

Se si progetta su arcate compenetrate, lo spazio occlusale disponibile è più piccolo di quello reale. I contatti vengono modellati dove in bocca non arriveranno: uno studio clinico su restauri implantari posteriori collega proprio le intersezioni al rischio di manufatti in infraocclusione.

Arcate troppo aperte: la corona esce alta

L’errore opposto è meno discusso ma altrettanto concreto. Se al momento della scansione vestibolare il paziente non è in piena intercuspidazione (chiusura incompleta, esitazione, una guancia interposta), il software allinea le arcate in una posizione più aperta del reale.

In CAD i contatti vengono allora progettati per chiudere in quella posizione. In bocca, dove le arcate chiudono di più, la corona tocca per prima. È il classico “alto” che si corregge in poltrona.

La correzione automatica non è neutrale

Molti software offrono una correzione automatica delle compenetrazioni. È comoda, ma la stessa revisione del 2023 avverte che può introdurre nuovi errori. Separare le arcate “d’ufficio” elimina l’intersezione a schermo, non necessariamente l’errore di partenza.

Il limite che nessun protocollo elimina: la dinamica

C’è poi un limite strutturale. Nella pratica comune i restauri vengono progettati sull’occlusione statica e, per i movimenti, con un articolatore virtuale a valori medi. Il morso vestibolare registra una posizione, non i movimenti del paziente.

Esistono alternative: registrazioni laterali, sistemi di tracciamento dei movimenti mandibolari, montaggi virtuali più individualizzati. Uno studio in vivo su corone in zirconia monolitica ha osservato pressioni minori in lateralità quando, oltre al morso vestibolare, venivano usate registrazioni laterali. Non servono in ogni caso, ma è utile sapere che la corona progettata sulla sola statica può richiedere un controllo in lateralità anche con un morso impeccabile.

In poltrona: cinque controlli prima di inviare il morso

1. Morso bilaterale, con abbastanza denti

Per le scansioni d’arcata completa, uno studio clinico pubblicato sul Journal of Prosthetic Dentistry indica come più accurato un morso bilaterale posteriore che includa almeno quattro denti per lato, oppure un morso bilaterale più uno frontale. Per le emiarcate, un morso posteriore di almeno quattro denti. Aree con due o più denti mancanti riducono l’accuratezza.

2. Far chiudere, non serrare

Prima della scansione vestibolare, fai provare al paziente la chiusura in massima intercuspidazione, senza stringere. Un morso serrato comprime i tessuti e può favorire le compenetrazioni. L’addestramento del paziente è poco studiato in letteratura, ma è il passaggio che costa meno e che più spesso si salta.

3. Superfici vestibolari pulite

Guance, lingua, rulli di cotone o saliva sulle superfici vestibolari peggiorano il dato che il software usa per allineare. La scansione vestibolare merita la stessa attenzione della preparazione.

4. Guarda la mappa dei contatti prima di chiudere il caso

La maggior parte dei software mostra i contatti e le eventuali intersezioni. Due segnali d’allarme:

  • compenetrazioni estese o diffuse su più denti: rifai il morso invece di affidarti alla correzione automatica;
  • nessun contatto sui denti naturali vicini al moncone: il morso è probabilmente più aperto del reale.

Una scansione vestibolare in più costa pochi istanti. Una corona da ritoccare costa una parte della seduta.

5. Scrivilo nella prescrizione

Se il paziente fatica a chiudere in una posizione ripetibile, ha parafunzioni, denti mobili o se hai inviato più morsi, dillo al laboratorio. È un’informazione che dal file non si ricava.

Cosa deve fare il laboratorio con quel morso

Il controllo del morso non è solo compito dello studio. Quando il file arriva, chi progetta dovrebbe:

  • leggere il morso prima di aprire il progetto: compenetrazioni, distribuzione dei contatti, coerenza con i denti adiacenti;
  • non compensare in silenzio: abbassare sistematicamente i contatti per non sentirsi dire “è alta” sposta il problema. Il ritocco sparisce, ma resta un dente senza contatto occlusale;
  • segnalare prima della produzione quando il morso non convince e chiedere una nuova registrazione. Costa un messaggio, non un rifacimento.

È la differenza tra un laboratorio che esegue il file e un laboratorio che lo interpreta.

Il punto di vista di Odontofy

Lo diciamo nelle nostre pagine: uno scanner intraorale digitalizza un’impronta, ma non prende decisioni odontotecniche. Il morso è l’esempio più chiaro. Il file che arriva è una ricostruzione del software, e qualcuno deve valutarla prima che diventi una corona.

Per questo, in Odontofy Digital Lab, il controllo del caso avviene prima della progettazione e non alla consegna: preparazione, margini e antagonisti vengono verificati sul file ricevuto, qualunque sia lo scanner dello studio. Quando qualcosa non torna, il dialogo con lo studio avviene prima della produzione.

Hai un caso in cui ritocchi quasi sempre l’occlusione? Scrivici: guardiamo insieme il morso del prossimo caso prima di progettare.

Domande frequenti

Perché la corona fatta da scansione intraorale arriva alta? Una causa frequente è un morso digitale registrato con le arcate più aperte del reale, per esempio con il paziente non in piena intercuspidazione durante la scansione vestibolare. La corona viene progettata per chiudere in quella posizione e in bocca tocca per prima.

Cosa sono le compenetrazioni nel morso digitale? Sono intersezioni tra i modelli virtuali dell’arcata superiore e inferiore dopo l’allineamento. Possono derivare da imprecisioni delle scansioni, errori di sovrapposizione o morso serrato, e portare a restauri in infraocclusione.

Meglio un morso vestibolare monolaterale o bilaterale? Per le scansioni d’arcata completa la letteratura indica come più accurato un morso bilaterale posteriore di almeno quattro denti per lato, oppure bilaterale più frontale. Per le emiarcate è indicato un morso posteriore di almeno quattro denti.